La bocca, i batteri e la pressione del sangue: quello che il collutorio non sa di fare

Ogni volta che usate un collutorio antisettico, uccidete i batteri della bocca. Fin qui, tutto come previsto. Il problema è che alcuni di quei batteri producono ossido nitrico — il vasodilatatore più potente che il vostro organismo conosca, la stessa molecola su cui agisce la nitroglicerina usata per l'angina pectoris da oltre un secolo. E quando smettono di produrlo, la pressione arteriosa sale. Non è una teoria. È quello che mostrano gli studi.

PREVENZIONE

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person holding white plastic bottle
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La vostra bocca è un ecosistema, non una superficie da disinfettare

Prima di capire cosa può andare storto, bisogna capire cosa c'è lì dentro. La bocca umana ospita oltre 700 specie batteriche diverse. Non si tratta di ospiti indesiderati tollerati con pazienza: sono residenti permanenti che svolgono funzioni precise, alcune delle quali — ed è qui che la storia si fa interessante — si rivelano fondamentali per il funzionamento dell'intero organismo.

Tra i compiti più sorprendenti di questi batteri c'è uno che la scienza ha cominciato a studiare seriamente solo negli ultimi due decenni: la produzione di ossido nitrico (NO). Questa piccola molecola gassosa è uno dei vasodilatatori più potenti che l'organismo possieda. Regola il tono dei vasi sanguigni, abbassa la pressione arteriosa, migliora il flusso di ossigeno ai tessuti, protegge l'endotelio vascolare. Non a caso, è la stessa molecola su cui agiscono farmaci storici come la nitroglicerina, usata per l'angina pectoris da oltre un secolo. L'ossido nitrico è così centrale per la salute cardiovascolare che la sua scoperta è valsa il Nobel per la Medicina nel 1998.

La domanda è: cosa c'entrano i batteri della bocca con tutto questo?

Il percorso segreto: dalla rucola alla pressione arteriosa, passando per la saliva

La risposta si trova in quello che i ricercatori chiamano la via entero-salivare del nitrato — un meccanismo biologico elegante che funziona press'a poco così.

Quando mangiate verdure ricche di nitrati — spinaci, rucola, barbabietola, lattuga, sedano — questi nitrati vengono assorbiti dal sangue e poi attivamente secreti dalle ghiandole salivari nella saliva. A questo punto entrano in scena i batteri della bocca: specie come Rothia, Neisseria e Streptococcus sanguinis convertono i nitrati salivari in nitriti. Quando ingoiamo questa saliva arricchita di nitriti, questi raggiungono lo stomaco e i vasi sanguigni, dove vengono ulteriormente ridotti a ossido nitrico — con tutti gli effetti benefici sul sistema cardiovascolare che ne conseguono.

È, in sintesi, un percorso che trasforma la verdura che mangiate in un segnale vasodilatatorio. E i batteri della bocca sono il passaggio obbligato di questo percorso.

Ora si capisce il problema del collutorio antispetico: usarlo significa eliminare i batteri responsabili di questa conversione. Significa interrompere la catena di produzione di ossido nitrico all'anello più critico. Significa, in parole semplici, mangiare la rucola ma buttare via gran parte del beneficio cardiovascolare che avrebbe potuto darvi.

I numeri che fanno riflettere

Finora potrebbe sembrare una speculazione teorica. Non lo è. Esistono studi clinici e longitudinali che hanno misurato l'effetto del collutorio sulla salute sistemica, e i risultati meritano attenzione.

Uno studio longitudinale condotto su 540 adulti di mezza età dall'Università di Porto Rico — in collaborazione con la Harvard T.H. Chan School of Public Health — ha seguito i partecipanti per tre anni, monitorando lo sviluppo di ipertensione. Il risultato: le persone che usavano collutorio antisettico due o più volte al giorno avevano un rischio di sviluppare ipertensione quasi doppio rispetto a chi non lo usava, indipendentemente dai principali fattori di rischio noti come dieta e fumo. La stessa équipe, sullo stesso campione, ha poi studiato il rischio di diabete e prediabete: l'uso frequente di collutorio antisettico era associato a un rischio aumentato del 55% rispetto ai non utilizzatori.

A livello molecolare, gli studi clinici più brevi confermano il meccanismo. Sette giorni di uso di collutorio a base di clorexidina sono stati sufficienti in uno studio controllato per produrre uno spostamento significativo del microbioma salivare, con condizioni più acide, minore disponibilità di nitriti e — elemento chiave — un aumento misurabile della pressione sistolica in soggetti sani.

È utile sottolineare che la ricerca distingue tra diversi tipi di collutorio. L'evidenza più robusta riguarda i collutori antisettici ad ampio spettro, in particolare quelli a base di clorexidina, ma ci sono indicazioni che anche i collutori alcolici comuni possano disturbare il microbioma orale e sopprimere la via del nitrato. I collutori al fluoro, usati principalmente per la remineralizzazione dello smalto, presentano un profilo di rischio molto diverso e sono generalmente considerati sicuri.

Ma allora il microbioma orale conta davvero per la salute sistemica?

Più di quanto si pensasse fino a poco tempo fa. La ricerca ha identificato consorti specifici di batteri orali associati a profili cardiometabolici distinti. Nelle persone con pressione normale si trovano livelli più alti di Neisseria e Rothia aeria; nelle persone ipertese prevalgono specie come Treponema socranskii. Non è una coincidenza: è un'associazione documentata su campioni di oltre mille soggetti.

Il lato costruttivo di questa storia è altrettanto interessante. Se i batteri giusti possono essere "nutriti" con nitrati alimentari, allora la dieta diventa uno strumento attivo per modulare il microbioma orale in senso favorevole. Studi randomizzati controllati hanno dimostrato che il consumo regolare di succo di barbabietola concentrato o di verdure a foglia verde aumenta l'abbondanza di Rothia e Neisseria nella saliva — proprio le specie nitrato-riduttrici associate a pressione arteriosa più bassa — e riduce in modo misurabile la pressione sistolica, soprattutto negli adulti più anziani.

Allora smettere di usare il collutorio?

Non necessariamente. Il punto non è demonizzare il collutorio in quanto tale, ma ragionare su quale usare, quando e quanto spesso. Alcune considerazioni utili.

I collutori antisettici ad ampio spettro, come quelli a base di clorexidina, sono strumenti clinici potenti, usati tipicamente su prescrizione medica per trattare infezioni o condizioni specifiche come la gengivite acuta. Non sono stati progettati per un uso quotidiano indefinito nella popolazione sana. Il problema non è averli in casa per emergenze: è usarli come se fossero dentifricio.

I collutori alcolici "da banco" standard meritano una riflessione simile: l'alcol è di per sé un agente antimicrobico, e l'uso quotidiano prolungato potrebbe interferire con il microbioma orale anche se in misura minore rispetto alla clorexidina. Per chi volesse una soluzione di risciacquo quotidiana, esistono alternative meno aggressive: collutori al fluoro per proteggere lo smalto, o soluzioni saline diluite.

Il vero nucleo del messaggio, però, non riguarda il collutorio ma la prospettiva. La bocca non è una zona da sterilizzare: è un ecosistema da mantenere in equilibrio. Lavarsi i denti accuratamente due volte al giorno con uno spazzolino morbido, usare il filo interdentale, e avere una dieta ricca di verdure a foglia verde — spinaci, rucola, bieta, lattuga — sono le fondamenta di una buona igiene orale che supporta anche, attraverso la via del nitrato, la salute cardiovascolare.

Nutrire i batteri giusti con i nitrati giusti è, in un certo senso, la versione più sottile e affascinante del concetto di prevenzione: non si tratta di eliminare i microbi, ma di scegliere i propri alleati con cura.

Fonti principali: Joshipura KJ et al., "Over-the-counter mouthwash use, nitric oxide and hypertension risk", Blood Pressure, 2020 | Joshipura KJ et al., "Over-the-counter mouthwash use and risk of pre-diabetes/diabetes", Nitric Oxide, 2017 | Guo K et al., "Association of over-the-counter mouthwash use with markers of nitric oxide metabolism, inflammation, and endothelial function", Frontiers in Oral Health, 2025 | Ashworth A & Bescos R, "The oral microbiome, nitric oxide and exercise performance", Free Radical Biology and Medicine, 2022 | Chai X et al., "Oral nitrate-reducing bacteria as potential probiotics for blood pressure homeostasis", Frontiers in Cardiovascular Medicine, 2024 | Gomes F et al., "Antiseptic mouthwash, the nitrate–nitrite–nitric oxide pathway, and hospital mortality", Intensive Care Medicine, 2020 | Woessner M et al., "A stepwise reduction in plasma and salivary nitrite with increasing strengths of mouthwash following a dietary nitrate load", Nitric Oxide, 2016